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Chaque année à Milan, les russes organisent un petit festival gratuit, où ils présentent une sélection de leurs meilleurs films de l’année précédente ce qui garantit le niveau artistique, mais aussi nous fait mieux connaître la culture de ce grand pays.
L’intéressant, c’est aussi que participent également un grand nombre de russes qui vivent à Milan et qui, bien sûr, bavardent et commentent les films dans leur langue qui sonnent si merveilleusement à nos oreilles, on a ainsi l’impression d’être vraiment là-bas.
Les deux films que nous vîmes nous plurent énormément: personnages exagérés, quasi clownesque mais tant attachants; histoires rocambolesques et très originales dans un monde où l’expression ‘l’âme russe’ n’est pas un vain mot et puis des acteurs extraordinaires, du vrai  théâtre.

Cada año en Milán, los rusos organizan un pequeño festival gratuito, en el que presentan una selección de las mejores películas del año precedente lo que garantiza el nivel artístico, y además nos hace conocer mejor la cultura de ese gran país.
Lo interesante, es también que participan un gran número de rusos que viven en Milán y que, por supuesto, charlan y comentan las películas en su idioma que suena tan maravillosamente en nuestros oídos, de este modo parece que estamos realmente allí.
Las dos películas que vimos nos gustaron muchísimo: personajes exagerados, casi payasos pero muy atractivos; historias rocambolescas y muy originales en un mundo en el que la expresión ‘el alma rusa’ no es un palabra vana y además unos actores extraordinarios, del verdadero  teatro.

Ogni anno a Milano, i russi organizzano un piccolo festival gratuito, en lo quale presentano une selezione di loro migliori film dell’anno precedente ciò che garantisce il livello artistico, pero anche ci fa meglio conoscere la cultura di questo grande paese.
L’interessante, è anche che partecipano ugualmente un gran numero di russi che vivono a Milano e che, ovviamente, chiacchierano e commentano i film nella loro lingua che suona tanto meravigliosamente nelle nostre orecchie, abbiamo così la sensazione di essere davvero li.
I due film che vedemmo ci piacquero moltissimo: personaggi esagerati, quasi dei pagliacci pero tanto cari; storie rocambolesche e originalissime in un mondo dove l’espressione ‘l’anima russa’ no n’è un parola vana e poi degli attori straordinari, del vero  teatro.

KoKoKo di Avdotya Smirnova

con Anna Mikhalkova, Yana Troyanova, Anna Parmas

Per Lisa al mattino c’è il lavoro al museo etnografico e la sera il tg di REN-TV e poi, nei giorni liberi, ci sono gli incontri e il sesso con l’ex marito, un ricercatore di second’ordine per di più calvo. Lisa è una rappresentante tipica dell’intellighenzia mentre Vika è una vera predatrice di provincia, le due si incontrano casualmente su un treno e la mattina dopo si ritrovano in un commissariato di polizia senza soldi e senza documenti. Lisa accetta di ospitare Vika fino a quando le cose non si saranno risistemate e la vita per un po’ cambia in modo radicale. Le due organizzano serate, bevono e chiacchierano. Ma l’interesse e la simpatia che provano l’una per l’altra non durano a lungo e una delle due donne alla fine perderà la pazienza. Film vincitore del Festival internazionale MMKF (2012) e del ORKKR 2012 per il miglior ruolo femminile (Anna Mikhalkova).

Lisa, todas las mañana va a trabajar al museo etnográfico y por las tarde presenta el telediario de REN-TV y después, los días libres los dedica por completo a sus amigos y al sexo con  su ex marido, un investigador de segunda clase, que además es calvo. Lisa es la personificación de la inteligencia mientras Vika es una verdadera depredadora de provincia. Las dos se encuentran por casualidad en un tren y a la mañana siguiente aparecen en un comisaría de policía sin dinero y sin documentos. Lisa acepta hospedar a Vika hasta que las cosas se arreglen y la vida durante un momento cambia de un modo radical. Las dos organizan veladas, beben y charlan. Pero el interés y la simpatía que sienten la una por la otra no dura mucho tiempo y una de las dos mujeres al final perderá la paciencia. Película ganadorA del Festival internacional MMKF (2012) y del ORKKR 2012 por el mejor papel femenino (Anna Mikhalkova).

Per Lisa, le matin c’est le travail au musée ethnographique et le soir le journal télévisé de REN-TV et puis, les jours libres, il y a les rencontres et le sexe avec l’ex-mari, un chercheur de second ordre qui en plus est chauve. Lisa est une représentante typique de l’intelligentsia alors que Vika est une vraie prédatrice de province, les deux se rencontrent par hasard sur un train et le matin après se retrouvent au commissariat de police sans argent et sans documenta. Lisa accepte de d’accueillir Vika jusqu’à ce que  les choses s’arrangent et la vie pour un temps change de façon radicale. Les deux organisent des soirées, boivent et bavardent ensembles. Mais l’intérêt et la sympathie qu’elle éprouvent l’une pour l’autre ne durent pas longtemps et une des deux femmes à la fin perdra la patience. Film vainqueur du Festival internationale MMKF (2012) et du ORKKR 2012 pour le meilleur rôle féminin (Anna Mikhalkova).

Seppellitemi dietro il battiscopa di Pavel Sanaev

Adattamento dell’omonimo romanzo di Pavel Sanaev (1995).

Panorama: Valeria Marini

Mi chiamo Savel’ev Saša. Faccio la seconda elementare e vivo con la nonna e il nonno. La mamma mi ha scambiato con un nano succhiasangue, appendendo al collo della nonna una croce di quelle belle grosse. È dall’età di quattro anni che ci sto appeso.
Ho deciso di cominciare raccontando del bagno. Sarà molto interessante, vedrete. Il bagno a casa della nonna era una procedura complicata, ve ne accorgerete subito.
Grandissimo caso editoriale in Russia (15 ristampe, più di 500 mila copie vendute), Seppellitemi dietro il battiscopa , di Pavel Sanaev , pur trattandosi di un’opera di finzione, si basa sulle esperienze autobiografiche vissute dall’autore, figlio e nipote di famosi attori sovietici: la madre Elena Sanaeva, il nonno Vsevolod Sanaev e il patrigno Rolan Bykov, a cui è dedicato tutto il romanzo.
Pavel Sanaev è considerato uno dei protagonisti della nuova letteratura russa, e uno dei registi e sceneggiatori più promettenti. Il suo primo romanzo Seppellitemi dietro il battiscopa (edizioni Nottetempo), è diventato fin dal 2003, anno della sua uscita, un libro di culto e, dopo ben quindici ristampe, continua a occupare i primi posti nelle classifiche di vendita.
Il libro racconta, in modo allo stesso tempo divertente e drammatico, il mondo dell’infanzia dell’autore nel periodo sovietico, tragicomicamente ossessionato da una nonna iper protettiva.

La trama.

Saša Savel’ev è un bambino russo cui non è permesso sudare, togliersi la calzamaglia di lana ruvida da economia socialista, inghiottire cibo in un solo boccone: a tutte le interdizioni sovrintende Nina Anatol’evna, la nonna furibonda, chiassosa e straripante cui il bambino è affidato da quando sua madre si è innamorata di un pittore anticonformista. Saša, convinto dalla nonna che la mamma lo ha scambiato con un nano-vampiro, è cagionevole, e Nina lo soffoca ricoprendolo di cure, costrizioni e insulti.
Saša avverte la mancanza della madre, odia in silenzio la nonna e sogna una cosa: dopo la morte (che la nonna gli predice all’età di sedici anni, malato com’è) essere seppellito sotto il battiscopa dell’appartamento della mamma, dove resterà per l’eternità in silenzio a guardarla.
Con straordinaria comicità, Saša ci racconta dal suo punto di vista quest’esistenza tragicomica, con i tratti distintivi, i simboli e le abitudini dell’ex-Uonione Sovietica.
In questo romanzo la leggerezza dello stile si contrappone alla pesantezza dei temi e alla densità del contenuto, capovolgendo così il luogo comune sull’infanzia, considerata come il tempo della felicità e della beatitudine.
Il tutto in un’irresistibile opera prima che in Russia è un libro di culto per moltissimi ex bambini sovietici.
Il romanzo ha ricevuto il Triumph Prize 2005 ed è stato nominato per il Russian Booker Prize 2007.

Me llamo Savel’ev Saša. Estoy en segundo de la escuela primaria y vivo con la abuela y el abuelo. Mi mamá me ha cambiado por un enano sanguijuela, haciendo llevar a la abuela una cruz de las muy pesadas. La lleva desde que tengo cuatro años.
He decidido empezar mi historia por el baño. Será muy interesante, lo verán. El baño en casa de la abuela era una proceso complicado, se darán cuenta inmediatamente de ello.
Gran casa editorial in Rusia (15 reimpresiones, más de 500 mil copias vendidas), Seppellitemi dietro il battiscopa , de Pavel Sanaev , aunque se trate de una obra de ficción, se basa en las experiencias autobiográficas vividas por el autor, hijo y nieto de famosos actores soviéticos: la madre Elena Sanaeva, el abuelo Vsevolod Sanaev y el  suegro Rolan Bykov, a quien se ha dedicado toda la novela.
Pavel Sanaev está considerado uno de los protagonistas de la nueva literatura rusa, y uno de los directores y escenógrafos más prometedores. Su primera novela Seppellitemi dietro il battiscopa (edizioni Nottetempo), se ha convertido a finales del 2003 (año de su publicación) en un libro culto y, después de hasta quince reimpresiones, sigue ocupando los primeros puestos en  las clasificaciones de ventas.
El libro cuenta, de un modo, al mismo tiempo divertido y dramático, el mundo de la infancia del autor en el periodo soviético, tragicómicamente obsesionado por una abuela excesivamente protectora.

La trama.

Saša Savel’ev es un niño ruso a quien no se le permite ni sudar, ni quitarse las calzas de lana rugosa como se usaba en economía socialista, ni tragar la comida de un solo bocado. Todas estas interdicciones, las supervisa Nina Anatol’evna, la abuela furibunda, escandalosa y desbordante, a quien se le ha confiado el niño desde que su madre se enamoró de un pintor anticonformista. Saša, convencido por la abuela que la mama lo ha cambiado por un enano-vampiro, es enfermizo, y Nina lo sofoca recubriéndolo de curas,  imposiciones e insultos.
Saša sufre la ausencia de la madre, odia en silencio a la abuela y sueña una cosa: después de la muerte (que la abuela le predice cuando cumple dieciséis años, enfermo como está) que lo sepulten bajo el rodapiés del piso de la mamá, donde se quedará para toda la eternidad en silencio observándola.
Con extraordinaria comicidad, Saša nos cuenta desde su punto de vista esta existencia tragicómica, con los tratos distintivos, los símbolos y las costumbres de la ex-Union Soviética.
En esta novela la ligereza del estilo se contrapone a la pesadez de los temas y a la densidad del contenido, dando la vuelta de esta manera a los tópicos sobre la infancia, considerada como el tiempo de la felicidad y de la despreocupación.
Todo eso, en una irresistible primera obra que en Rusia es un libro culto para muchísimos ex niños soviéticos.
La novela ha ganado el Triumph Prize 2005 y ha estado nominada para el Russian Booker Prize 2007.

Je m’appelle Savel’ev Saša. Je suis en seconde primaire et je vis avec ma grand-mère et mon grand-père. Maman m’à échangé avec un nain sangsue, ‘mettant au cou de ma grand-mère une bien belle croix. C’est depuis l’âge de quatre ans que cela dure.
J’ai décidé de commencer mon histoire en partant du bain. Ce sera très intéressant, vous verrez. Le bain chez ma grand-mère était une procédure compliquée, vous vous en apercevrez immédiatement.
Grande éditeur en Russie (15 réimpressions, plus de 500 milles copies vendues), Ensevelissez moi derrière la plinthe, de Pavel Sanaev, même s’il s’agit d’ une oeuvre de fiction, se base sur des expériences autobiographiques vécues par l’auteur, fils et petit fils de fameux acteurs soviétiques: la mère Elena Sanaeva, le grand-père Vsevolod Sanaev et le beau-père Rolan Bykov, auquel est dédié tout le roman.
Pavel Sanaev est consideré un des protagonistes de la nouvelle littérature russe, et un des réalisateurs et scénariste plus prometteur. Son premier roman Seppellitemi dietro il battiscopa (éditions Nottetempo), est devenu depuis la  fin de 2003, année de sa sortie, un livre culte et, après bien quinze réimpressions, continue d’occuper les premières places dans les classements de vente.
Le livre raconte, de manière à la fois divertissante et dramatique, le monde de l’enfance de l’auteur durant la période soviétique, obsédé de façon tragicomique par une grand-mère hyper protectrice.

La trame.

Saša Savel’ev est un enfant russe à qui il n’est pas permis de suer, d’enlever le collant de laine rugueuse d’économie socialiste, d’avaler nourriture en une seul bouchée: toutes  ses interdictions sont l’oeuvre de Nina Anatol’evna, la grand-mère furieuse, bruyante et débordante a la quelle le bambin est confie depuis que sa mère s’est amourachée d’un peintre anticonformiste. Saša, convaincu par la grand-mère que sa mère l’a échangé avec un nain-vampire, est fragile, et Nina le suffoque de médicaments, restrictions et d’insultes.
Saša souffre de l’absence de sa mère, hait en silence la grand-mère et songe après la mort (que la grand-mère lui prédît a l’âge de seize ans, malade comme il est) d’être enseveli derrière une plinthe dans l’appartement de sa mère, où il restera pour l’éternité à la regarder en silence..
Avec une extraordinaire conicité, Saša nous raconte de son point de vue cette existence tragicomique, avec les traits distinctifs, les symboles et les habitudes de l’ex-Union Soviétique.
Dans ce roman la légèreté du style s’oppose au poids des thèmes et à la densité du contenu, renversant ainsi les lieux communs sur l’enfance, considérée comme le temps de la félicité et de la béatitude.
Le tout en une irrésistible première œuvre qui en Russie est un livre culte pour de nombreux ex-enfants soviétiques.
Le roman ha reçu le Triumph Prize 2005 et a été nominé pour le Russian Booker Prize 2007.